Notizie da Nardò

Turni dei vigili senza concertazione. Comune condannato per condotta antisindacale

Il tribunale del lavoro ha accolto il ricorso delle sigle sindacali della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil che avevano contestato la decisione dell’amministrazione comunale. Violato l’obbligo dell'informazione preventiva

Palazzo Personè

NARDO’ - Le nuove norme dispensate dal contratto collettivo nazionale per gli enti locali non lasciano dubbi all’interpretazione discrezionale e il Comune di Nardò viene condannato per comportamento antisindacale. E’ l’epilogo del ricorso presentato nei mesi scorsi dalle sigle sindacali della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, con l’avvocato Fernando Caracuta, che lamentavano il comportamento fuori norma dell’amministrazione comunale di Palazzo Personé che aveva  predisposto, per l’Area funzionale 3 della polizia locale, l’effettuazione, per il mese di aprile e maggio del 2019, di turni notturni (nella fascia oraria 5-11), senza dare l’informazione preventiva alle organizzazioni sindacali per come invece richiesto dal contratto collettivo del lavoro delle funzioni locali in vigore dal maggio del 2018.

Un comportamento che i sindacati hanno ritenuto lesivo delle proprie prerogative tanto da diffidare con le Rsu, che richiedevano l’immediata sospensione dei turni e l’avvio delle procedure sindacale previste dal contratto, l’amministrazione comunale la quale invece, dopo aver espresso il convincimento che “nella specie non ricorresse la fattispecie di istituzione di turni notturni prevista dal contratto collettivo nazionale del lavoro, trattandosi di un’estemporanea modifica dell’ordinario orario di servizio limitata alle sole giornate di domenica e festivi e, comunque, per un periodo temporalmente circoscritto”, dava semplicemente formale informazione a mente di quanto  contemplato dall’articolo del contratto senza l’avvio di alcun confronto sindacale. Posizione per altro mantenuta anche dopo la successiva richiesta di adempimento da parte delle RSU del 21 maggio scorso, che chiedevano l’avvio della procedura di confronto sindacale prevista dal contratto, e per la quale il Comune non forniva alcun riscontro. Da qui l’avvio del contenzioso che si è concluso con la sentenza del giudice del lavoro, Luisa Santo, che vista anche la mancata “composizione” della questione con i sindacati, ha condannato il comune di Nardò per la condotta ritenuta antisindacale.

Il Comune che si è costituito in giudizio per contrastare la tesi dei sindacati, non è riuscito a dimostrare l’intempestività delle contestazioni e si è visto respingere la sua richiesta di rigetto del ricorso avanzato. Il tribunale del lavoro ha evidenziato invece che “l’amministrazione non ha assolto all’obbligo di informazione preventiva in relazione agli ordini di servizio relativi alle giornate del 28 aprile e del 5 e 12 maggio, con cui è stata modificata l’articolazione oraria dei turni di servizio, anticipandoli nella fascia oraria ricadente nel periodo di lavoro notturno. Così di fatto è stato impedito l’esercizio dell’attività sindacale in una materia espressamente fatta oggetto di preventiva informazione dalla previsione contrattuale. Successivamente, pur fornendo, con nota del 17 maggio, formale informazione a mente di quanto all’uopo contemplato dall’articolo 4 del vigente contratto collettivo nazionale del lavoro, l’amministrazione ha omesso del tutto di riscontrare la nota del 21 maggio con cui la Rsu chiedeva l’attivazione, in argomento, della procedura di confronto”.       

Sciogliendo la riserva dell’udienza dell’11 settembre scorso ha sentenziato l’antisindacalità della condotta tenuta dal Comune di Nardò, per “l’omessa informazione preventiva e l’omesso confronto in materia di articolazione oraria dei turni di lavoro” ordinando all’amministrazione comunale la cessazione del comportamento ritenuto illegittimo. Sull’articolazione dei turni estivi e notturni della polizia locale a Nardò, con l’impiego anche di personale  a tempo determinato, i segretari provinciali Paolo Taurino (Fp Cgil), Eugenio Piscopello (Uil Fpl) e Luigi Albetta (Cisl Fp) nell’agosto scorso avevano prodotto una segnalazione per le presunte violazioni anche al prefetto di Lecce.  

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