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"Crisi sleale". Nardò, deleghe assessorili revocate

Dura reazione del sindaco Antonio Vaglio che parla di "imboscata. Adesso è aperta la verifica e qualcuno dovrà spiegare a me ed alla città le ragioni della crisi e le possibilità di una sua soluzione"

Disposta la revoca delle deleghe assessorili. E' crisi al Comune di Nardò. Già nei giorni scorsi alcuni campanelli d'allarme di una situazione che probabilmente si trascina da tempo, con i consiglieri di minoranza compatti in un solo blocco nel denunciare il poco coinvolgimento nelle decisioni della Giunta e pronti a non partecipare al Consiglio. Ma la crisi è interna alla maggioranza ed "è evidente che il voto su una richiesta di ritiro, che è atto proprio del sindaco, costituisce un voto di sfiducia allo stesso che quell'atto non ha voluto ritirare", sottolinea oggi il primo cittadino Antonio Vaglio. Queste le sue prime dichiarazioni, dopo quanto avvenuto ieri, quando, presente solo la maggioranza di centrosinistra, il sindaco è "inciampato" della delibera sui suoli cimiteriali. Alcuni consiglieri hanno infatti obiettato che la discussione sulla materia sarebbe dovuta avvenire il giorno successivo in Commissione, e che dopo sarebbe passata in Consiglio; fatto sul quale il primo cittadino si è opposto perché la delibera era nei cassetti del Palazzo già da troppo tempo per un rinvio. Si è arrivati all'attrito quando i voti sono stati 12 a 5, con Vaglio messo in minoranza.

"Che ciò sia avvenuto su un atto di nessuna importanza politico-gestionale, ma di mera sensibilità - dice Vaglio -, rende ancora più evidente, se non l'imboscata certamente la punta dell'iceberg della crisi latente. Crisi sleale, dove si sono sprecati i falsi bersagli, perché non chiara nei suoi contorni e nelle sue finalità". Dunque, vi sarebbero problemi intestini, sui quali c'è però poca chiarezza. "E' impensabile che un sindaco votato contro dalla sua maggioranza e nell'assenza della minoranza non prenda atto dell'esistenza di una crisi e che non ne tragga le conseguenze del caso", aggiunge. "A parte ogni questione sul proprio peso politico deve, alla città che ha votato sia lui che la sua maggioranza, il giusto ossequio e la giusta considerazione. Adesso è aperta la verifica e qualcuno dovrà spiegare a me ed alla città le ragioni della crisi e le possibilità di una sua soluzione. Pertanto, - conclude - con decreto numero 20 datato 16 7 2008 ho disposto la revoca delle deleghe assessorili".

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