Notizie da Nardò

Don Ciotti sui passi di Renata Fonte: "Questa terra ha un'anima che grida"

Fondatore del Gruppo Abele e di Libera, vive da molti anni sotto scorta per il suo impegno in prima linea contro la criminalità organizzata

Don Ciotti all'arrivo a Palazzo Personè

NARDO' - Bonificare le parole. Don Luigi Ciotti, a Nardò per la ricorrenza dell'omicidio di Renata Fonte, uccisa il 31 marzo del 1984, ha chiesto un ritorno al significato autentico di quei termini che vengono sbandierati così tanto da finire svuotati del loro significato. 

Il fondatore del Gruppo Abele e dell'Associazione Libera, nel corso di un dibattito nell'aula consiliare del Comune di Nardò, sulla filiera etica in agricoltura, è partito proprio da etica: "Chiama in causa la coscienza, il linguaggio, i nostri comportamenti. Esiste l'etica come professione, con l'etica della professione. Non è un gioco di parole".

Nell'epicentro salentino del fenomeno del caporalato, dove c'è stato il primo sciopero dei migranti sfruttati nei campi come stagionali e dove a breve è attesa la sentenza di primo grado del processo scaturito dall'inchiesta Sabr del 2012, don Ciotti ha parlato un aumento dei fenomeni criminali proprio parallelamente all'inflazione della parola legalità che viene calpestata proprio da parte di molti di coloro che la pronunciano: "Molti hanno scelto quella malleabile e sostenibile", ha detto con sarcasmo e riferendosi alla diffusione della corruzione ha aggiunto: "Sono 700 giorni che attendiamo la riforma della prescrizione che è uno degli antidoti alla corruzione".

Prima dell'incontro non è potuto mancare il passaggio da Porto Selvaggio, l'oasi che proprio Renata Fonte volle tutelare dalla speculazione edilizia fino al sacrificio della sua stessa vita, insieme alla figlia della coraggiosa amministratrice, Viviana Matrangola: "Questa terra ha un'anima che grida, ma occorre saperla ascoltare. La filiera etica è in continuità con quel grido". Don Ciotti, rivolgendosi a due ragazzi africani seguiti dall'associazione Diritti a Sud, presenti in aula, ha fatto cenno "all'Olocausto dei nostri giorni", ai barconi carichi di migranti che affondano nel Mediterraneo e che oramai sono poco più che statistica: "Serve un soprassalto di umanità, di responsabilità e di memoria" alludendo all'epopea dell'emigrazione degli italiani in cerca di diritti e di una vita migliore.

Al ricordo di Renata Fonte l'amministrazione comunale ha dedicato diversi eventi nel corso della giornata: l'ultimo è in programma alle 23 di questa sera, con una fiaccolata fino a Palazzo Galleria dove Renata Fonte venne freddata. Parteciperà il procuratore aggiunto Antonio De Donno.

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