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Grane estive per Risi. Salta il Consiglio e cresce il fronte del “no” alla condotta

Giorni caldi per l’amministrazione comunale e la maggioranza del sindaco Risi. Venerdì l’uscita dall’aula di tre consiglieri di minoranza ha fatto venir meno il numero legale e il consiglio è saltato. Fronte trasversale anche contro la condotta a mare: sit-in e raccolta di firme

NARDO’ - Sono giorni caldi sul versante politico e ambientale in quel di Nardò con la protesta e la mobilitazione trasversale di forze politiche, associazioni e liberi cittadini che aumenta contro il progetto per la realizzazione della condotta sottomarina a Torre Inserraglio e il sindaco Marcello Risi alle prese anche con le grane in Consiglio comunale. Venerdì  sera infatti la riunione dell’assise comunale, dopo le tensioni di queste ore interne anche alla maggioranza sul caso condotta e i mal di pancia dopo le elezioni regionali, è saltata a causa della mancanza del numero legale. E la maggioranza è “affondata” sotto i colpi dell'opposizione che con l’uscita strategica dei consiglieri Oronzo Capoti, Giuseppe Mellone, e Antonella Bruno ha fatto venir meno il numero minimo per fa r proseguire i lavori. Solo dodici i consiglieri in aula non sufficienti per andare avanti.

La seduta straordinaria era stata convocata dal presidente del Consiglio comunale, Antonio Tiene, per discutere e approvare alcune delibere inerenti tra l’altro l’approvazione del Piano finanziario dei servizi di igiene ambientale per l’anno in corso predisposto dal gestore del servizio, la Bianco Igiene Ambientale, e la rideterminazione del compenso ai revisori dei conti. Tutto saltato. “E’saltato quindi l'aumento del 10 per cento dello stipendio dei revisori e il Piano economico finanziario della ditta Bianco” commentano i consiglieri della minoranza Mellone, Capoti e Bruno, “ed è scoppiata la bagarre in aula tra i consiglieri della maggioranza con il consigliere Daniele Piccione che ha attaccato il presidente dell’assise Antonio Tiene rimproverandogli di non aver telefonato ad uno ad uno ai consiglieri assenti e invitandolo a dimettersi. Come se la convocazione formale” concludono  i consiglieri di opposizione, “non fosse sufficiente”.

Ancora grane d’inizio estate quindi per l’amministrazione del sindaco Risi che si ritrova anche ad affrontare la questione spinosa del protocollo d’intesa con Regione, Acquedotto e Autorità idrica pugliese con il quale si da di fatto il via libera alla realizzazione della condotta a mare sul litorale di Torre Inserraglio dove convogliare i reflui delle piattaforme  depurative di Nardò e Porto Cesareo, ma nel contempo anche di dotare il territorio di Nardò di una serie di infrastrutture idriche e fognati, di potenziare le piattaforme depurative per l’affinamento e il riuso in agricoltura delle acquee depurate, e soprattutto operare il completamento della rete fognaria su tutta la dorsale delle marine neretine da Santa Maria al Bagno sino a Torre Squillace, oltre all’attivazione della rete fognaria di Porto Cesareo.

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Un progetto che sin dal principio non ha mai convinto le associazioni ambientaliste e territoriali neretine e che ora tornano sul piede di guerra e annunciano sit-in e mobilitazioni di piazza. E anche il Consiglio comunale aveva espresso il suo no al “tubo in mare” rilanciando solo le soluzioni alternative per completare il ciclo della rete fognaria delle marine e di Porto Cesareo. Mentre il sindaco Risi ha annunciato anche un calendario di incontri itineranti a partire da luglio per spiegare “vizi e virtù” del protocollo d’intesa e del progetto che attende ora la discussione e l’approvazione in Consiglio, le associazioni “No tub” hanno invece già programmato un raduno e una manifestazione di protesta in piazza Castello per il prossimo 3 luglio. Da domani invece a Santa Maria al Bagno il consigliere comunale e la comunità militante di Andare Oltre avvieranno la raccolta di firme per indire un referendum popolare (occorrono tremila sottoscrizioni) con il quale far esprimere l’intera cittadinanza sul nodo scarico dei reflui e condotta a mare sul litorale di Nardò.

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