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"Nardò e il nucleare, fra psicosi e speculazioni"

E' il nuovo dibattito emerso prepotentemente in questi giorni. La possibilità di installare una centrale nucleare in territorio salentino genera discussioni e preoccupazioni

nucleare
E' il nuovo dibattito emerso prepotentemente in questi giorni. La possibilità di installare una centrale nucleare in territorio salentino genera discussioni e preoccupazioni. "Si parla di centrali nucleari e si parla di siti adatti ad accoglierle. Tra quelli papabili ci sarebbe anche il territorio nel mio comune, Nardò, a metà strada con Manduria", ricorda un nostro lettore, Andrea Ingusci, neretino che lavora a Milano. "Siamo sempre stati tagliati fuori da questo paese, lontani dalle logiche di potere - aggiunge -, siamo stati sempre dimenticati dalle iniziative di sviluppo, costretti da sempre a vivere del poco che c'è o ad emigrare con le classiche valigie di cartone. Abbiamo oggi nel nostro territorio una mega centrale a carbone (Cerano) sulla quale ultimamente si addensano neri nuvoloni a causa dell'incremento sconsiderato dell'incidenza dei tumori della zona, proprio Nardò ha avuto il dono (accettato) per una quindicina d'anni di una discarica di rifiuti urbani a 2 chilometri dalla città (30mila abitanti). Chiusa per esaurimento l'anno scorso".

"Esportiamo come regione Puglia l'82 per cento dell'energia elettrica ivi prodotta. Stiamo (stanno, io purtroppo sono tra quelli che hanno fatto le valigie) cercando faticosamente di risollevare l'economia di questa zona puntando alla valorizzazione e sponsorizzazione delle risorse turistiche locali - prosegue Ingusci -, mare in primis, e prodotti agricoli, marchi dop e doc. Ce la stiamo piano, piano facendo, forse... da soli ... dimenticati dall'Italia ... molto, molto meglio ... con le nostre forze, le forze dei nostri imprenditori locali, dei nostri artisti, delle nostre tradizioni. Una ventina d'anni fa nessuno sapeva dov'era il Salento. Oggi lo sanno tutti. Immaginate voi cosa vorrebbe dire solo l'idea di una centrale nucleare in questo scenario. Se una scelleratezza ed un sopruso di queste dimensioni dovesse materializzarsi, io sono pronto a tutto, veramente a tutto questa volta per ricacciare l'invasore", conclude Ingusci.

Preoccupazione condivisa da un altro lettore, Enzo De Paola anch'egli "uno dei tanti salentini che vive e lavora a Milano. Leggo con una certa preoccupazione sul sito del Corriere della Sera che uno dei siti possibili per quella folle corsa al nucleare che sta ripartendo è la città di Nardò. Come al solito anziché darci una mano i signori ministri romani ci danno ripetuti colpi. Questo potrebbe essere quello definitivo. Una centrale nucleare nel cuore del Salento - dice - significa addio all'ultima risorsa economica esistente nella penisola: il turismo. Quale turista spenderebbe dei sodi per andare a fare una vacanza in posto dove chissà quante radiazioni lo bombarderanno. Di per sé questo tipo di centrali sono sicure - aggiunge -, ma si sa come vanno le cose in Italia: insabbiamenti e dati falsi. Per cui i turisti difficilmente si fideranno dei bollettini e dei controlli (obbligatori) in caso di centrali nucleari. Peccato, avevo fatto un pensierino per tornare a vivere nel mio bel Salento lontano dalla vita pazza e schizofrenica della Lombardia. Mi devo rassegnare".

"Il Nucleare? Una bolla di speculazione informativa, alimentata dall'assessore Michele Losappio per aizzare le popolazioni e favorire gli impianti eolici". E' questo che pensa il direttivo di Azione giovani Nardò, che "considera l'ipotesi del nucleare sul territorio di Nardò o Manduria per quel che è: solo l'ipotesi di un tecnico, relativa a studi vecchi di decine di anni e, di conseguenza, da verificare. Per questa ragione Azione giovani preferisce non prendere posizione, in attesa che la questione sia eventualmente dibattuta in assemblea con gli iscritti. Siamo della convinzione, però, che parlare di nucleare misurando i metri che ci potrebbero separare da un impianto sarebbe sciocco. Un comportamento puramente Nimby che eluderebbe la serietà dell'argomento".

"Per questo consideriamo strumentale alla propria volontà l'intervento di Losappio, che, invitando i sindaci ad amplificare l'argomento con proprie dichiarazioni - aggiungono gli attivisti -, rischia maldestramente di aizzare le popolazioni e diffondere pericolose psicosi. Stucchevole, al proposito, la risposta immediata di Antonio Vaglio, pronto a usare la leva nucleare per spaventare la cittadinanza e, con tutta probabilità, imporre l'eolico. Egli non può certamente ergersi a difensore del territorio e di Portoselvaggio nel mentre appare pronto a svendere Nardò e la sua specificità territoriale, cedendo alla Italgest di De Masi e alle sue devastanti pale eoliche, che mai spegneranno Cerano, ma tanto piacciono all'assessore regionale".

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