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Piano delle Coste “blindato” da Consiglio di Stato. Respinti appelli di tre operatori

Pubblicate in questi giorni le sentenze definitive sui ricorsi di tre concessionari che avevano impugnato gli atti relativi all’approvazione dello strumento di pianificazione costiera di Nardò

NARDO’ - Sempre più in discesa la pianificazione del litorale neretino secondo le linee guida impartite dal Piano comunale delle coste, avviato già ai tempi della passata amministrazione Risi, e approvato definitivamente durante la legislatura in carica di Pippi Mellone e con la delibera del consiglio comunale del luglio del 2017. Piano delle coste ulteriormente “blindato” dai recenti pronunciamenti dei giudici del Consiglio di Stato che hanno respinto definitivamente i ricorsi d’appello di alcuni operatori privati che avevano impugnato gli atti di approvazione dello strumento della pianificazione costiera e in particolare la delibera dell’assise comunale.

A muovere le eccezioni contro le previsioni del piano comunale delle coste erano stati il proprietario di un ristorante di Sant’Isidoro, di una società titolare di un’altra concessione demaniale in località Serra Cicora e, infine, di una società proprietaria di un ristorante-bar in località Lido dell’Ancora. Nel primo grado di giudizio amministrativo dinanzi al Tar, i tre concessionari si erano visti respingere, per motivazioni diverse, i rispettivi ricorsi che di fatto avevano invece legittimato le ragioni del Comune di Nardò  e della Regione Puglia in merito alla pianificazione costiera. Le previsioni del Piano delle coste, così come approvate, rendono invece incompatibile la permanenza delle attuali concessioni demaniali dei ricorrenti alla scadenza delle stesse.

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I tre imprenditori locali tramite i propri legali avevano deciso di appellare le sentenze del Tar nel tentativo di annullare gli atti di approvazione del piano costiero. I giudici della quarta sezione del Consiglio di Stato, con tre diverse sentenze pubblicate il 13 febbraio scorso, hanno ribadito le ragioni dell’amministrazione comunale e quindi la congruità della pianificazione lungo la costa  disciplinandone gli usi sia per finalità pubbliche che per iniziative private per l’insediamento di stabilimenti, chioschi e attività ristorative o di somministrazione. Per il Consiglio di Stato nessuno dei tre appellanti può vantare una posizione giuridica soggettiva in grado di legittimarlo al rinnovo della rispettiva concessione, ma solo l’interesse a partecipare a una procedura di evidenza pubblica per l’affidamento delle aree “concedibili”. A rappresentare e difendere in giudizio le ragioni del Comune sono stati gli avvocati Francesco Fabrizio Tuccari e Fernanda Quaranta. Il Comune di Nardò è tuttora uno dei pochi Comuni pugliesi dotati di un Piano delle coste approvato in via definitiva.

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