Notizie da Nardò

Sarparea, via libera al progetto dalla giunta Mellone. “Il resort tutelerà gli ulivi”

Approvato il piano di lottizzazione. La società: “Garantiti sviluppo turistico e ambiente”. Il rammarico del Comitato: “Pronti nuovi ricorsi”

NARDO’- Il dado è tratto e dopo verifiche, rimodulazioni e revisioni del progetto di insediamento turistico, e una lunga querelle non ancora sopita, il piano di lottizzazione del comparto 65 nel quale far sorgere il resort dell’Oasi Sarparea, nell’omonima area del litorale neretino tra Sant’Isidoro e Torre Inserraglio, ottiene un importante via libera. La giunta comunale di Nardò, retta dal sindaco Pippi Mellone, ha infatti approvato il piano di lottizzazione in questione, definendo l’ok al complesso residenziale proposto dagli investitori britannici e dall’amministratore unico di Oasi Sarparea srl, Alison Deighton. Nell’atto deliberativo l’amministrazione comunale ha previsto una serie di prescrizioni alla società proponente che dovranno necessariamente essere rispettate nel successivo progetto esecutivo delle opere e quindi funzionali nella prospettiva di rilascio del relativo permesso a costruire. Tra queste, il fatto che qualsiasi intervento “debba essere preceduto da rilievi georeferenziati del perimetro dell’ulivo monumentale, delle alberature monumentali isolate e dei manufatti che testimoniano l’antica attività rurale”. Ciò al fine di verificare eventuali interferenze tra le infrastrutture e gli alberi di ulivo, il cui espianto o spostamento, se necessario, dovrà in ogni caso essere autorizzato secondo la normativa vigente. Peraltro, lo schema edilizio del piano ha un andamento variabile in funzione proprio della presenza degli ulivi, che rappresentano una componente fondamentale nella logica dell’esistenza stessa del complesso residenziale. Infine, il Comune si riserverà di stabilire la quantificazione e le modalità di partecipazione della società ai costi di realizzazione delle opere e degli interventi migliorativi richiesti per la viabilità e le infrastrutture sportive di quartiere.

“La questione Sarparea implica un primo e più urgente ordine di considerazioni che riguarda la tutela dell’area e dell’uliveto monumentale” spiega nel dettaglio il sindaco Mellone esplicitando le ragioni e le valutazioni che hanno spinto l’amministrazione ha dare il proprio via libera al progetto.     “Il lungo iter amministrativo, i pareri della soprintendenza, della Regione e le prescrizioni imposte alla società dalle varie procedure previste, non ultime quelle che il Comune di Nardò ha individuato e che dovranno essere rispettate in fase esecutiva, sono una garanzia assoluta” prosegue il primo cittadino, “il progetto non è quello originario, ha recepito in toto le osservazioni anche del mondo ambientalista, è molto meno impattante e ad oggi non è nemmeno quello esecutivo, su cui vigileremo in maniera attenta. La questione degli ulivi è un falso problema, perché la presenza degli ulivi è il cuore della filosofia costruttiva del complesso residenziale. I primi a non voler mettere mano agli ulivi sono proprio quelli di Oasi Sarparea e se dovessero toccare anche un solo albero, dovranno comunque essere autorizzati. Per cui, noi, come amministrazione comunale, dal punto di vista del rispetto del territorio, siamo assolutamente tranquilli e con la coscienza a posto”.

L’altro ordine di considerazioni, successivo, ma non trascurabile secondo il sindaco neretino riguarda il fatto che si tratta “di un investimento sul territorio di 60 milioni di euro, che Oasi Sarparea ha diritto di fare su un’area di proprietà che ha una destinazione urbanistica di tipo C5. Strutture ricettive di cui il nostro territorio è notoriamente carente” puntualizza Mellone, “anche se in questo caso parliamo sì di una struttura ricettiva, ma anche di un parco monumentale pubblico di tre ettari e che quindi rappresenterà un valore aggiunto per tutto il territorio. Nel momento in cui quindi siamo certi di tutelare tutto quello di cui la natura ci ha circondati, premessa assolutamente indispensabile, possiamo legittimamente lavorare in altre direzioni, che sono quelle del turismo, dello sviluppo e della crescita. Capisco tutti i dubbi e le perplessità” conclude il sindaco, “a meno che non siano quelli di chi nel 2009 ha approvato il progetto originario e dopo lo ha difeso pubblicamente a più riprese, ipotesi più pesante ed inevitabilmente censurata. Ritengo la decisione assunta in giunta e la direzione che abbiamo intrapreso, impeccabili sia nella sostanza che nella forma, perché fanno gli interessi della città e dei cittadini”.

il vecchio progetto Oasi Sarparea-2

Meno accondiscendenti e favorevoli le prime reazioni, a caldo, al via libera dell’esecutivo comunale al piano di insediamento del complesso residenziale da parte del comitato civico Salviamo la Sarparea  che da diversi mesi si batte per la salvaguardia del bosco e dell’oliveto monumentale che interessano l’area di insediamento. E si prefigurano già nuovi ricorsi e impugnazioni degli atti in itinere. “Apprendiamo con grande rammarico della delibera di giunta comunale, partorita in agosto, nelle migliori tradizioni della peggiore politica, con cui il Comune di Nardò approva la lottizzazione della Sarparea, mostrando un chiaro disinteresse verso la palese ed incontrovertibile esistenza di un uliveto secolare protetto dalla Costituzione e dalla legislazione statale e regionale” scrivono dal sodalizio, “un piano che, se attuato, distruggerà irreparabilmente un patrimonio fondamentale per l'identità della nostra comunità. Il comitato Salviamo la Sarparea annuncia il ricorso in ogni sede contro questa scellerata decisione che, ancora una volta, tradisce la vocazione del nostro territorio e le aspettative di chi aveva creduto in un rinnovamento della politica cittadina”.

Può invece esprimere la sua soddisfazione, con una nota ufficiale, Alison Deighton che rinnova tutte le rassicurazioni circa la “bontà” turistica e anche di tutela ambientale del progetto relativo all’insediamento dell’Oasi Sarparea tramite una diversificazione e una destagionalizzazione dell’offerta ricettiva. “La giornata di oggi rappresenta per noi un momento di particolare orgoglio e soddisfazione, che manifestiamo nel consegnare finalmente un’idea funzionale alla comunità di Nardò” commenta l’amministratore inglese, “non si tratterà solamente di una struttura turistica, ma di un vero e proprio insediamento culturale, inserito in un importante contesto naturale”. La società di Oasi Sarparea ribadisce infatti che si preoccuperà di approfondire il proprio legame con il territorio, come dimostrato dalla volontà di creare un parco monumentale con tre ettari di ulivi secolari. “Un vero e proprio dono per la comunità, che potrà tornare a godere di questa bellezza naturale che fino al 2006 era utilizzata come bacino per la produzione di legna da ardere e sarà invece a disposizione dei cittadini: un’ulteriore prova della sinergia positiva che si può creare con l’interazione tra risorse locali e investimenti attenti alla preservazione e valorizzazione del territorio”. Nelle intenzioni dichiarate e ribadite a più riprese dai proponenti il piano di lottizzazione  l’offerta del progetto si occuperà di destagionalizzare il turismo salentino, arricchendo il panorama a disposizione dei visitatori italiani e internazionali. “I territori di Sant’Isidoro e di Nardò potranno trarre da questo progetto nuove energie, sia a livello economico che di occupazione, per rivalorizzare le proprie risorse” chiarisce lady Alison Deighton, “un’iniziativa di fronte alla quale la città di Nardò è riuscita a superare  la diffidenza e il cinismo che ha circondato in alcune fasi la nostra iniziativa. Con il nuovo progetto abbiamo dimostrato la nostra serietà e la nostra devozione per questa terra. Non ci siamo mai arresi, perché abbiamo sempre avuto fiducia nel dialogo che siamo riusciti a instaurare con le istituzioni sulla base di una visione condivisa, nella certezza che le caratteristiche del nostro progetto sposassero la vocazione turistica e culturale dei luoghi che ci impegniamo a valorizzare. Grazie a Oasi Sarparea” conclude, “il territorio di Nardò e il Salento ricevono oggi un impulso a livello di passione e di competenza, che sicuramente potrà connettere le tradizioni, la cultura e le bellezze locali con un pubblico capace non solo di viverle tutto l’anno, ma anche di apprezzarle e di rispettarle”.

Nel dettaglio storico del progetto della Oasi Sarparea srl c’è da rammentare che si tratta di un piano approvato a seguito di un lungo iter amministrativo, che ha indotto la società proponente a profonde modifiche sulle previsioni originarie. Infatti, nella sua conformazione originaria, che il consiglio comunale di Nardò approvò nel 2009, il piano aveva ricevuto il parere negativo della soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le provincie di Lecce, Brindisi e Taranto e non aveva ottenuto il parere paesaggistico di conformità al Putt da parte della giunta regionale. Essenzialmente la modifica consiste nella riduzione del 30 per cento dell’originario programma costruttivo, che adesso interessa 2 ettari dei 16 residuali della superficie del comparto 65. Trattandosi di una zona con una destinazione urbanistica di tipo C5 (zone residenziali di espansione), infatti, il comparto, in totale 21,5 ettari, era stato già interessato in una sua parte da una precedente lottizzazione, quella della società Soviva. Il nuovo piano quindi ha ottenuto nel 2015 il parere favorevole della soprintendenza e nel 2016 il parere paesaggistico di compatibilità rispetto al Pptr (che nel frattempo ha sostituito il Putt) da parte della giunta regionale, oltre a contenere gli adeguamenti necessari alle prescrizioni nell’ambito della procedura di Vas. Il via libera della giunta comunale, con prescrizioni annesse, costituisce un nuovo tassello verso la realizzazione del nuovo complesso turistico.   

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Commenti (5)

  • Indifferentemente dall'idea di sviluppo che una persona possa ritenere utile o no, e al netto della confusione dimostrata ,nel confondere il turismo mordi e fuggi con i resort, solo una cosa mi preme sottolineare. Nessuno,ne i favorevoli,ne i contrari, hanno il diritto di parlare per il popolo salentino. Ormai,una buona parte è schierata contro l'immobilità , che stritola i giovani tra l'esigenza di emigrare,e la possibilità di guadagni facili con la malavita.....

  • Ancora inutile cemento in una oasi di pace, tra uliveti secolari che verranno " irrimediabilmente " deformati usum delphini, se non distrutti dalla vorace industria del turismo. Immolare l'eredità storica sull'altare dell'ennesimo stupido ed inutile villaggio turistico ? Torre Inserraglio docet ! Di questo si tratta. Uno dei tanti, con compromissione del relativo litorale, ancora una volta privato e negato alle necessità dei " residenti " . Il popolo salentino è stanco della depredazione continua della sua terra ad opera di disinvolti speculatori turistici, divenuto nell'ultimo trentennio oramai feudo privato nelle mani di " proprietari " di lidi, e di un turismo mordi e fuggi che andrebbe cancellato velocemente. In questo caso era sufficiente in zona prevedere e creare un parco turistico naturale a beneficio della popolazione salentina e non , magari inserendo un piccolo zoo, di cui il Salento necessita, e qualche altra misura incentivante la presenza dei più. Fonte docet, pensate allo scampato pericolo dell'oasi di Santa Caterina e territori annessi. Anche qui il piccolo lido di Santa Caterina dovrebbe insegnarci qualcosa. A meno che i neretini non pensino ad uno sviluppo turistico speculativo modello Torre dell'Orso, San Foca, o Alimini, negato nella sua bellezza ai più, distrutto in quarant'anni di peseudo sviluppo turistico speculativo.Una miriade di formiche che cercano di ossigenarsi o refrigerarsi ( sic ! ) nei pressi della costa . Non vorremmo che di questo Salento da amare non rimanga solo che un pallido ricordo. Ma di cosa stiamo parlando sindaco ?

  • un altro orrore, estirpasteli questi poveri ulivi ... un progetto che fa venire da vomitare

  • Secondo me e' una occasione per il territorio di Nardo' , altrimenti il turismo d'elite va tutto in provincia di Brindisi , poi non si lamentino che arrivano orde di ragazzini squattrinati che alloggiano in 15 in un appartamento .

  • Finalmente una buona notizia. Naturalmente non manca il comitato di quartiere, che crede di saperne di più di soprintendenza ecc

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