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"Non hai passato la palla a nostro figlio": strattoni e schiaffi al ragazzino a fine gara

Era cominciata davanti ad un arbitro, finirà di fronte al giudice di pace una grottesca storia maturata durante un torneo di calcio per ragazzini tra i 10 e i 12 anni. Coppia di genitori denunciata per aver aggredito un compagna di squadra di loro figlio, "reo" di non avergli fornit assist

Immagine di repertorio (@TM News/Infophoto).

NARDO’ – Il calcio scatena passioni focose. A volte anche troppo. Se poi, invece di giocatori professionisti, in campo ci vanno i ragazzini, la salutare sgambata può trasformarsi in rissa per genitori improvvisatisi ultras. E addio sani principi dello sport, valori ed educazione.

A Nardò, così, finisce davanti al giudice di pace quello che era iniziato di fronte ad un arbitro. Per un episodio non certo edificante: due genitori avrebbero strattonato e schiaffeggiato un ragazzino, “reo” ai loro occhi di non aver servito preziosi assist al loro figliolo, determinando così una sua scarsa prestazione e, infine, la sconfitta. Analisi da “Domenica sportiva” improvvisata.

Ovviamente, n’è nato un parapiglia, con il rischio di una rissa. Gli animi sono stati sedati, non senza difficoltà, da un agente di polizia del commissariato locale, nell’occasione libero dal servizio e presente sugli spalti in veste di papà di uno dei partecipanti al torneo.

Ora, a distanza di qualche tempo da quel fatto, è stata formalizzata una denuncia a carico di S.G., 63enne milanese, e della moglie 50enne di Nardò, anche lei accusata dell’aggressione. La coppia risiede in un centro del nord Italia e quest’estate era nel Salento per un periodo di ferie.

I fatti. Era il 12 agosto e, presso un impianto sportivo in periferia, si stava svolgendo una gara di calcio valevole per il torneo “Junior Cup”, riservato a bambini e ragazzi suddivisi in categorie in base all’età (primi calci, pulcini, esordienti e giovanissimi, dai 6 ai 14 anni). Nel caso in questione, la categoria era quella per gli esordienti, ovvero ragazzini di età tra i 10 e i 12 anni. Sei le squadre partecipanti.

A sfidarsi, quella sera, c’erano due compagini neretine. Il contorno: spalti gremiti di mamme e papà, incitazioni, urla. Quasi come allo stadio. Schiacciante, alla fine, la vittoria di una squadra sull’altra. Al triplice fischio, però, mentre i ragazzi si stavano allontanando dal terreno di gioco, una donna ha lasciato le tribune per avvicinare un ragazzino. E per strattonarlo a un braccio, rimproverandolo. Poco dopo lo stesso ragazzo è stato raggiunto anche da un uomo, che gli ha mollato un sonoro ceffone in pieno volto.

Inutile dire che il padre del ragazzo aggredito ha perso le staffe ed è intervenuto inveendo. Dalle parole alla rissa il passo sarebbe stato davvero breve, se non fosse intervenuto l’agente fuori servizio, che, qualificatosi, è riuscito in qualche modo a ristabilire la calma. Poi, si è passati alle identificazioni e alla ricostruzione della vicenda.

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La questione non s’è però risolta lì, perché, proprio di recente, come detto, presso il commissariato di Nardò è stata formalizzata una querela per il reato di lesioni personali ai danni del ragazzino (prognosi, due giorni). E ora gli atti, compresa la relazione di servizio del poliziotto del commissariato, sono stati trasmessi al giudice. 

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