Notizie da Nardò

Nessun dissesto, ma vizi nel bilancio. Corte dei conti “chiarisce” al Comune

Sotto esame i rendiconti del 2011 e del 2012 e le ripercussioni sul patto di stabilità. Dopo l’udienza del 30 luglio scorso l’organo di controllo ha invitato il Comune di Nardò ad adottare i correttivi. Risi: “Paghiamo errori del passato”

Palazzo Personè, sede del Comune di Nardò.

NARDO’ -  Le criticità e le incongruenze messe in luce anche dall’opposizione in Consiglio comunale sono state confermate. Ed erano le stesse già note al sindaco Marcello Risi e alla sua amministrazione che ora, al netto della crisi di governo in atto a palazzo Personè, deve continuare ad adottare i relativi correttivi e sanare le violazioni di legge. Ma secondo quanto comunica lo stesso primo cittadino il fantasma del dissesto finanziario del Comune “è dissolto per sempre”.

La vicenda è quella legata alla deliberazione della Corte dei Conti relativa all’udienza del 30 luglio scorso e trasmessa in questi giorni presso la sede comunale neritina. Il responso fa seguito al procedimento di verifica sui conti del Comune di Nardò da parte della sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei conti che aveva da tempo attenzionato i bilanci comunali del 2011 e del 2012. Le osservazioni del magistrato istruttore erano concentrate nello specifico  alla tardiva approvazione del rendiconto del 2011, al mancato recupero dell’evasione tributaria, ai residui attivi e passivi, ai debiti fuori bilancio, alla violazione e possibile elusione del patto di stabilità, all’errata allocazione delle spese.

Valutate le memorie difensive e ascoltati amministratori e dirigenti comunali, la sezione regionale si è espressa invitando il Comune ad adottare i correttivi necessari a rendere “attendibili” le voci di bilancio, mentre sul patto di stabilità ha rimesso ogni decisione più consona alle valutazioni della Procura regionale presso la Corte dei conti.

 “Non ci aspettavamo sorprese e non ne sono arrivate” il commento del sindaco Risi, “e la Corte dei conti ha esaminato i bilanci 2011 e 2012 rilevando le criticità a noi ben note. Sono quelle che ci hanno fatto sudare sette camicie per mettere ordine nelle finanze del Comune e scongiurare ogni rischio di dissesto. Ricordo che molti pensavano che il dissesto sarebbe stato inevitabile, ma li abbiamo smentiti e il fantasma del dissesto ora è dissolto per sempre. Ho molto apprezzato” aggiunge il primo cittadino, “che la deliberazione della Corte dei conti riporti ampi passaggi di quanto da me dichiarato all’udienza. Ma, soprattutto, ho molto apprezzato che dopo due anni di battaglie in tutte le sedi finalmente, per la prima volta, viene riconosciuto quanto da me più volte sostenuto: i bilanci degli anni precedenti a quelli della mia amministrazione nascondevano debiti e poste passive e non erano corretti”.

A sostegno della sua constatazione il primo cittadino di Nardò evidenzia infatti che “la Corte dei Conti afferma ciò alle pagine 22 e 23 della deliberazione, sostenendo, che la presenza reiterata di debiti fuori bilancio riferibili ad esercizi finanziari pregressi al 2011, rende palese la parziarietà e l’incompletezza degli atti di salvaguardia degli equilibri di bilancio adottati dall’organo consiliare nelle precedenti annualità, in evidente contrasto con l’art. 193 Tuel. Sono tre anni che reclamo chiarezza” aggiunge Risi, “e finalmente comincio a vedere un po’ di luce. Mi piacerebbe conoscere l’opinione dell’organo di revisione che in quegli anni era in carica”.

Inoltre sul nodo del patto di stabilità del 2012 il sindaco neretino  avrebbe preferito che si approfondisse tutto a luglio. “La sezione di controllo ha ritenuto di non farlo rimettendo eventualmente alla Procura ogni ulteriore accertamento ove ritenuto necessario” conclude Risi, “se ci sarà richiesto trasmetteremmo il dettagliato e copioso dossier già redatto dall’amministrazione che dimostra inequivocabilmente come l’aver riconosciuto nel 2013 debiti già noti l’anno precedente non può aver alcun effetto sul patto di stabilità 2012, largamente rispettato per diverse centinaia di migliaia di euro. Per dirla in parole semplici: pagando nel 2012 i debiti poi riconosciuti nel 2013, il Comune avrebbe ugualmente rispettato i vincoli del patto. 

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