Notizie da Nardò

Il museo della Preistoria prende forma. Tornano “a casa” reperti e fossili di Porto Selvaggio

Giacevano da decenni nelle sedi della soprintendenza di Taranto e ora saranno esposti nel contenitore culturale di piazza Sant’Antonio. Sabato l’inaugurazione

Il Museo della Preistoria

NARDO’ - Il museo della preistoria di via Sant’Antonio a Nardò prende sempre più forma e consistenza e dopo la prima presentazione del maggio 2016, sotto l’egida della vecchia amministrazione Risi, a breve sarà ormai aperto e fruibile al pubblico dopo l’intervento di completamento pianificato dall’attuale giunta di palazzo Personé, guidata dal sindaco Pippi Mellone. Nei giorni scorsi intanto la comunità neretina ha già riportato a casa la sua storia più antica. Dalle sedi di Taranto e Lecce della soprintendenza archeologia, delle belle arti e del paesaggio sono stati infatti trasferiti i reperti archeologici per l'allestimento dell’area museale cittadina: si tratta di manufatti e fossili in gran parte risalenti al Paleolitico, e “scavati” in tutte le grotte del parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano a partire dagli inizi degli anni sessanta, e nel sito neolitico di Serra Cicora.

Tutto il materiale era custodito nei depositi della Soprintendenza di Taranto, dove giaceva da decenni, e sarà ora esposto in bella mostra nel museo della preistoria, che sarà aperto e fruibile a partire da sabato 14 ottobre. La città neretina vede così arricchirsi il proprio patrimonio culturale grazie al rientro di migliaia di reperti archeologici che raccontano la sua storia più antica. Ma il museo cittadino vanta già una ricca collezione di reperti rinvenuti sul territorio comunale, frutto delle donazioni del Gruppo Speleologico Neretino e degli studiosi che hanno condotto le campagne di scavi e sapientemente custodito i reperti ritrovati dagli anni sessanta sino ad oggi. Infatti, il prezioso giacimento archeologico all’interno del parco naturale regionale di Porto Selvaggio e  Palude del Capitano riferibile al Paleolitico, costituito da otto siti in grotta, ha evidenziato un’intensa frequentazione prima di gruppi neandertaliani e successivamente di sapiens. Di questi ultimi si conservano a Nardò i più antichi reperti antropici d’Europa. Gli studiosi internazionali hanno cominciato ad indagare questo patrimonio a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso e lo stesso ha ancora un potenziale di valorizzazione fino ad oggi inespresso, la cui rilevanza e unicità sono tali da poter inserire il territorio neritino tra i principali nodi culturali di Puglia. Il Comune ha già individuato da tempo le risorse per le necessarie indagini sui reperti prima della loro esposizione, nella convinzione che il museo della preistoria e il distretto archeologico di Porto Selvaggio daranno un significativo contributo alla crescita culturale e turistica della città.Museo della Preistoria-2-2-2

Il percorso museale inizia circa 72 milioni di anni fa con la collezione di fossili di faune marine e di una tartaruga. Le sezioni successive sono rispettivamente dedicate all'evoluzione, al Paleolitico medio, al Paleolitico superiore, al Neolitico e all'Età del bronzo. Di particolare rilievo la presenza di manufatti prodotti da quella che ad oggi risultano essere i più antichi sapiens dei quali si abbia traccia nel continente euroasiatico e che circa 45mila anni fa hanno lasciato importanti tracce della loro presenta negli antichi territori di Nardò. I contenuti del museo sono integrati dalla corposa documentazione fotografica, cartacea e digitale messa a disposizione dal Gruppo Speleologico Neretino, coordinato da Vittorio Marras, e alcuni strumenti attestanti la storia della speleologia. Nell’ex convento dei Francescani, un luogo carico di fascino adiacente alla chiesa di Sant’Antonio da Padova sono circa 300 i metri quadri di superficie messi a disposizione del museo, allestito su due piani, che si affaccia sull’omonima piazza restaurata da un paio d’anni. 

La cerimonia inaugurale, che sarà coordinata dall’assessore all’Ambiente, parchi e musei, Mino Natalizio, è in programma per sabato mattina dalle 10 alla presenza del sindaco Pippi Mellone, dell’assessore regionale Loredana Capone, del direttore del museo, Filomena Ranaldo e dei funzionari della Soprintendenza e dei responsabili del Gruppo speleologico neretino.  “Dopo l’Open Day che fu fatto esclusivamente per rendere il giusto omaggio al Gruppo Speleologico Neretino attraverso la presentazione della loro mostra didattica” spiega l’assessore Natalizio, “è finalmente arrivato il momento dell’inaugurazione e dell’apertura del museo della Preistoria di Nardò, che solo oggi è stato completato nei suoi allestimenti e affidato in gestione. E che naturalmente sarà immediatamente visitabile. Un museo in grado di raccontare la storia del territorio e arricchire quindi l’offerta turistica e culturale della città, ma anche di assolvere all'importante ruolo di agenzia educativa con cui formare le future generazioni”. Per il primo cittadino, Mellone, “l’apertura di questo spazio consentirà alla città di dare il giusto valore alle eccellenze archeologiche del distretto del Paleolitico di Portoselvaggio e rappresenta una giornata storica per Nardò e per la Puglia. Finalmente tutti potranno ammirare e studiare reperti archeologici che sono unici in Europa. Il Museo è stato affidato in gestione a una impresa culturale attraverso un bando pubblico, in linea con quanto stabilito in proposito dalla Regione Puglia. Non basta aprire i contenitori” conclude il sindaco, “ma trasformarli in attrattori attraverso efficaci modelli di gestione che, tra le altre cose, creino occupazione”.

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