Notizie da Nardò

Prova del dna conferma: scorribande di un lupo nelle campagne neretine

Dall'Istituto zooprofilattico sperimentale di Taranto la certificazione: l'ovino trovato dilaniato è stato ucciso da un esemplare di lupo comune

Nella foto, fatta a settembre, un esemplare che potrebbe essere di lupo comune, nelle campagne di Boncore.

BONCORE (Nardò) – Ora c’è anche la prova del dna. Il lupo è tornato nel Salento: lo hanno confermato i campioni prelevati dal personale del servizio veterinario della Asl Lecce su alcuni resti di una pecora aggredita e uccisa nelle campagne in località "Fattizze" ad agosto.

La certificazione arriva dalla sezione di Taranto del’Istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata (in collaborazione con quella di Rieti). Si tratta di una evidenza scientifica che corrobora gli avvistamenti del gruppo di lavoro incaricato dall’ente Parco Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase e che fa anzi pensare che gli esemplari possano essere di più di quelli immortalati dalle fotocamere. Il lupo è una specie particolarmente protetta dalla legge regionale del 1998.

"Un lupo isolato – ha spiega Daniele Tondo, direttore del servizio venterinario Arean Nord – era stato individuato, fotografato e segnalato da tempo, ora abbiamo la prova scientifica della sua presenza e, probabilmente, che si tratti di un piccolo branco proveniente da altri territori, dalla Basilicata al Tarantino, in cui vi erano state numerose segnalazioni. 

L’assessore all’Ambiente del Comune di Nardò, Mino Natalizio, ha commentato con soddisfazione la conferma arrivata da Taranto, ma ha subito voluto tranquillizzare gli allevatori ricordando che nel 2015 sono stati stabiliti i criteri per gli indennizzi dei danni provocati da fauna selvatica, il cui accertamento spetta al servizio veterinario.

“Il ritorno di una specie protetta – ha ricordato l’esponente della giunta - è sempre una buona notizia, un indicatore ambientale indubbiamente positivo per tutto il territorio salentino. Il fatto che si tratti di un canis lupus non deve assolutamente scatenare sindromi e paure di nessun tipo, visto che in Italia la mortalità dei lupi per cause antropiche sembra essere già tra le cause più diffuse, siano queste accidentali (collisioni con veicoli) o intenzionali (arma da fuoco, trappole, veleno). Certo, la convivenza con il lupo va gestita con equilibrio e ragionevolezza attraverso un protocollo tra allevatori ed enti interessati che contenga soluzioni efficaci e preventive capaci di ridurre i danni da lupo alla zootecnia e non solo”.

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"Dunque – avverte da parte sua Tondo – non serve alimentare allarmismi ingiustificati, ma sono molto più utili un’attenta vigilanza e le giuste contromisure per affrontare il problema a livello regionale".

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